Se non avete valide ragioni per farlo, non dovreste mai e poi mai convertire i vostri file digitali in quadricromia prima di mandarli in stampa. Scopriamo insieme il perchè.
C’è una domanda che mi viene posta più spesso di quanto la possa sopportare, ed è la seguente.
“Visto che la stampante inkjet utilizza inchiostri Ciano, Magenta, Giallo e Nero… prima di mandare i file in stampa devo convertirli in quadricromia?”

Lo so, la stampante utilizza una serie di cartucce dove gli inchiostri CMYK sono ben riconoscibili in mezzo agli altri e Photoshop, dal canto suo, elenca fra i “metodi di colore” anche il CMYK, alimentando così i nostri dubbi operativi.
Tuttavia la risposta alla domanda non può che essere un secco NO!
Se non avete valide ragioni per farlo, ed in tal caso dovreste conoscerne bene anche i motivi alla base della necessità, non dovete mai convertire i vostri file in CMYK prima di mandarli in stampa su una stampante a getto d’inchiostro.
Perchè non convertire in CMYK con le stampanti inkjet
Per dare vita alle nostre immagini digitali, qualunque stampante inkjet ricorre ancor oggi ad un set di inchiostri basato sulla quadricromia. Tuttavia dai quattro colori di base – Cyan, Magenta, Yellow e blacK – si è oramai arrivati a set di inchiostri che, tra diluizioni delle tinte originarie e inserimento di colori particolari, possono arrivare a contare anche 10 o 12 cartucce.
Lo spazio colore riproducibile da set di inchiostri così avanzati è ben più ampio di quello che possiamo descrivere con la semplice quadricromia. Inoltre la gestione di un così elevato numero di cartucce richiede un’accuratezza non indifferente.
Proprio per questo motivo è meglio lasciare tali incombenza al driver della nostra stampante, passandogli dei file RGB.
Per quanto gratuito e, come tale, spesso sottovalutato, il driver fornito a corredo della nostra apparecchiatura è un software molto sofisticato. Qualunque sia il produttore, non dobbiamo dimenticare che è stato pensato per integrare la stampante in un flusso di lavoro tipicamente RGB. In tal modo, infatti, ci permetterà di operare con semplicità beneficiando della maggior estensione cromatica di tale modello colore. Il driver, inoltre, si farà carico al suo interno della conversione dei nostri file fotografici RGB nella quadricromia (estesa) impiegata dalla nostra stampante per permetterci di riprodurre ogni tinta e sfumatura catturata dalla nostra fotocamera.
Piccola nota sulla quadricromia

Per quanto, come ho scritto, la quadricromia in Photoshop sia assolutamente a portata di mano e, di conseguenza, la voglia di provarla possa essere forte, cercate di resistere alle tentazioni.

in Ciano lo spazio RGB Adobe 98
in Magenta lo spazio CMYK Fogra 39
in Giallo il profilo colore RGB di una carta fotografica inkjet fine art
in nero lo spazio CMYK US web uncoated V2
Esattamente come accade per i profili colore ICC relativi alle periferiche RGB, anche gli spazi di quadricromia sono numerosi e fra loro molto diversi. Non esiste una quadricromia standard, o generica, ma sempre ed unicamente relativa ad una particolare attrezzatura di output con una determinata carta. Ciò che inoltre possiamo notare, è come qualunque spazio CMYK sia sempre “più piccolo” degli spazi colore relativi a moderne periferiche RGB.
Ecco perchè possiamo affermare senza tema di smentita che ogni ingiustificata conversione dei nostri scatti digitali in quadricromia comporti in maniera irreversibile una perdita di tinte e sfumature.